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Forse, forse, forse avevamo ragione noi .....

bambino-panino  Non mi sono mai piaciuti i proverbi. In genere più che la saggezza del passato sono la semplificazione di quello che semplice non è.

  Eppure questa volta mi devo ricredere: «Tutti i nodi vengono al pettine»

  La gestione della scuola e delle "cose di scuola" a San Giorgio a Cremano è precaria da anni: incompetenza di assessori e superficialità di dirigenti e tecnici comunali;  mancanza di una vision, nessuna fiducia vera negli operatori della scuola primi tra tutti i maestri e le maestre, nessuna capacità di cogliere i bisogni dei genitori, soprattutto dei più giovani.

I nodi di una politica della scuola, dell'istruzione e dell'infanzia di per sè sballata, qualunquista, mediocre e insipida, che dal 2009 ha riempito di palloncini più che di idee, progetti e servizi per le famiglie la città di San giorgio, stanno venendo al pettine con il caos generato dalla mancata attivazione del servizio di refezione.

Al pettine sono venuti i nodi non solo di un grave errore di conteggio e di gestione delle risorse pubbliche ma soprattutto la scelta di affidare compiti così complessi a chi non aveva nè voglia, nè competenza, nè umilità per imparare ed ascoltare e siamo, per il futuro della scuola, all'anno zero. Anche il dimensionamento scolastico ha trovato San giorgio come ultima città di tutta la Campania (altro che dati sulla differenziata) per gestione intelligente dei numeri e delle unità scolastiche: 4 scuole sottodimensionate con professori famiglie e ragazzi lasciati nello sbando da una politica miope, incolta, irresponsabile e qualunquista !!!!

Bastava ascoltare e tener conto delle esperienze e competenze esistenti nella città.

Ed i nodi nelle ultime ore stanno venendo al pettine anche tra la gente, le scuole, le opinioni inevitabilmente diverse dei genitori, giustificatamente disorientati da una politica della singola scuola che cede alla pressione settimanale di quella o quell'altra corrente.

La scuola sta subendo attacchi dappertutto. Se la scuola non riesce a recuperare senso e dignità sul primato della difesa dei minori, del loro diritto a stare bene a scuola e si sposta sul qualunquismo della gestione che non ha nè vision progettuale nè esemplarità nella missione del servizio dovuto a chi gestisce la cosa pubblica, si rischia di ridicolizzare perfino intenti e fatiche di chi nella scuola ci va da decenni come le tante maestre brave che ci sono nelle scuole elementari e dell'infanzia dell'intera città di San Giorgio a cremano esponendo tanti professionisti sottopagati per colpa di ministri e di governi vecchi e nuovi a nuove pressioni di pensieri qualunquisti.

Chi dirige ha il dovere di essere attento a tutto, ascoltando tutti; ma (chi dirige) ha il dovere di tener ben saldo il timone della nave perfino nella burrasca, nella confusione, nella mescolanza dei qualunquisti e dei qualunquismi o sotto le pressioni di esigenze individuali, corporative che non possono nè devono ledere i diritti della collettiva, prima tra tutti quelli dei bambini.

Per questo riteniamo che, ancora una volta, la nostra scuola, non senza qualche incomprensione e non poche difficoltà, stia ancora una volta facendo "storia della pedagogia" (altro che città dei bambini [!!!!!] ) tentando di far capire quanto sia più faticoso argomentare, ascoltare, spiegare, cercare di far capire, piuttosto che cedere ai ricatti, interpretare autarchicamente leggi, scendere a compromessi con chi alza la voce o peggio, inchinarsi alle lobby di minoranze ed opinionisti da bar del corso.

Interventi qualunquistici di gran lunga minoritari nei bar o sotto le finestre del Comune o peggio nei bar o in qualche forum di facebook non possono che confermare la forza di chi riesce a tenere serrate le vele e procedere nella navigazione verso l'unica meta possibile: il SAPERE, la FORMAZIONE, il PROGRESSO.

La scuola non è una scatola che si mescola: quello che ci si ritrova alla fine non è la stessa cosa indipendentemente dalle scelte di gestione che si compiono. Ciò che avviene dentro la scuola in un anno è il frutto di attenzione, di scelte educative, di indirizzi pedagogici.

Chi si occupa di scuola o intende occuparsi di scuola deve essere capace di leggere, argomentare, ideare, studiare, lavorare, faticare. Quelli che passeggiano o che vivono nei bar possono sicuramente fare altro ma non occuparsi di quello che viene considerato nei paesi più evoluti il centro dell'evoluzione del sistema stesso.... il Futuro del Paese.

Grazie per ora alle maestre ed ai maestri, ai solerti bidelli di questa scuola, grazie ai tanti genitori e nonni che con disciplina e senso civico stanno comprendendo e pazientando con noi le bizzarrie di uomini inopinatamente posti dal caso o dalla fortuna a dirigere luoghi e istituzioni che rischiano di diventare succursali dell'Edenlandia in questa città piena di storia e di cultura democratica.

Guglielmo Rispoli, dirigente scolastico