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Fare scuola al Sud

<< l'ITALIA è stretta e lunga >> mi diceva Luciana Pecchioli, allora presidente nazionale del C.I.D.I., quando maestro della scuola dell'infanzia avevo creato il 1° gruppo nazionale CIDI per la scuola dell'infanzia. In quella bellissima stagione, parlo degli anni dal 1985 ed il 1992, abbiamo dato un grosso contributo al miglioramento della qualità didattica della scuola dell'infanzia dal Piemonte alla Sicilia e gli Orientamenti Didattici del 1991 sono anche il frutto del nostro lavoro di allora.


Qualità delle scuole d'Italia: 

 chi fa la differenza ? 

scelte didattiche, ruolo degli enti locali e non solo

 

Ero maestro nel 1995 quando è uscito il concorso per direttore didattico. Ero maestro in un modulo di due classi di quarta elementare con 46 bambini.

Qualche mese dopo aver presentato la domanda di partecipazione al concorso e dopo aver effettuato la prova scritta, mi sembrò giusto parlare con i bambini della scelta che avevo fatto e delle prospettive.

I bambini con la semplicità di sempre mi chiesero perchè volevo lasciarli e soprattutto perchè c'era bisogno di me nel fare il direttore.

La discussione si allargò alle due classi (46 bambini), non risposi a parole, chiesi loro di fare un giro nella scuola.......... non parlai mi limitai a fermarmi ogni tanto........ più volte mi guardarono......

Tornati in classe mi guardarono con una grande intensità e mi dissero tante cose, mi fecero domande, presentarono riflessioni: "gli idraulici non devono stare nei bagni mentre ci sono i bambini", ... "ma le porte non si aggiustano mai?" ... "perchè tre bidelli stanno fermi in un posto e in un altro non ci sono?" ... ricordo gli occhi di una bambina che mi guardò per un attimo e poi mi prese la mano: "se devi farlo e sei felice, vai..... ci hai dato già tanto"; sembrò l'autorizzazione di una Madre.

Non ho pensato alla mia felicitità, visto che ero un maestro stimatissimo e felice, ho inseguito una sfida più che un sogno dandomi una scommessa: realizzare nel sud una scuola qualificata che funzionante. dal 1996-97: 15 anni a San Giorgio a Cremano......

In questi anni ho tentato di realizzare al Sud una scuola di qualità, ho spinto l'innovazione ogni volta che ho potuto, ho tentato di formare nuove generazionid i docenti fin quando il turn over (pensionati-nuovi assunti) c'è stato, ho supportato mille proposte di docenti e genitori, ho tentato di far capire al Comune l'importanza della vita dei bambini e della scuola. Due dati: la nostra scuola dell'infanzia [pur con il 50% di docenti precari] è ritenuta tra le migliori della provincia e della Regione. Per la scuola elementare ci viene invidiato il curricolo articolato con variegate ed intelligenti offerte formative pensate con maestre sempre disponibili all'innovazione; nelle prove invalsi la media dei risultati delle ultime quinte ci vede per ben 15 punti percentuali sopra la media nazionale con confronti di alcune classi che superano la media italiana di oltre 25 punti.

Chi continua a offendere la scuola pubblica sa di cosa parla o pensa di vivere sempre dentro uno spot ?

Come Dirigente a San Giorgio a Cremano non so quante ore ho impiegato in estenuanti riunioni al comune con assessori, dirigenti, tecnici. Non so quanti centinaia di fax inascoltati sono stati inviati all'ente locale. Non sempre è servito stare a scuola dalle 7.30 alle 21, non sempre è servito aderire a progetti ambizioni (la Regione Campania deve alla nostra scuola oltre il 50% dei finanziamenti su 2 annualità di POR Scuole Aperte, praticamente ci hanno abbandonato), noi ci abbiamo creduto ed abbiamo fatto un lavoro di alta qualità.

Una cosa è certa, a meno di grandi presenze e di grandi professionalità nella singola scuola, la differenza qualitativa delle scuole pubbliche di un territorio regionale o cittadino viene realizzata dalle intelligenze e dalle competenze di chi governa una città (sindaco, assessori, dirigenti e tecnici). La scuola interviene con le strutture che ha sul piano didattico e si interessa della pedagogia e della didattica. Un paese civile merita governi ed amministratori concretamente attenti ai giovani e ai bambini.

Leggo dal giornale il Mattino le proteste di genitori su alcune scuole di Napoli sul piano didattico, sul piano organizzativo e della pulizia. Nella nostra scuola quei problemi non esistono; siamo in un'altra provincia, su un altro pianeta oppure è merito dei lavoratori della nostra scuola?

Restano le sfilate davanti a TV e giornalisti di chi ogni giorno ci impedisce di fare bene il nostro lavoro. Noi sui giornali ci siamo raramente, tantomeno in TV, noi la mattina lavoriamo e facciamo scuola, ognuno con il proprio ruolo e le proprie competenze, pur in un periodo di tagli.

Mi fermo qui, il paradosso degli eventi degli ultimi anni e degli ultimissimi mesi spinge tutti a serene quanto severe riflessioni per importanti decisioni.

Grazie dell'attenzione.

 Guglielmo Rispoli, dirigente scolastico


 

su questi link

le decisioni del Consiglio di Circolo e del Dirigente scolastico

sugli ultimi problemi creati da quelli che si dovrebbero, con noi, prendere cura se non proprio direttamente dei bambini, almeno delle "loro" scuole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

Oggi fare bene il proprio mestiere è già rivoluzionario.
Per salvare il proprio Paese basta fare bene il proprio mestiere(Roberto Saviano)
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